DE CHIRICO GIORGIO

DE CHIRICO GIORGIO, BAART GALLERY , BARI , ARTE CONTEMPORANEA , ARTE

DE CHIRICO GIORGIO – Le Muse della Musica
Litografia cm. 70×50 es. 22/99,
pubblicata sul catalogo generale dell’ Opera Grafica di Giorgio de Chirico​

 

GIORGIO DE CHIRICO BIOGRAFIA

Giorgio de Chirico (Volo, 10 luglio 1888Roma, 20 novembre 1978) è stato un pittore e scrittore italiano, principale esponente della corrente artistica della pittura metafisica.

Giorgio de Chirico fu un pioniere nella rinascita del classicismo che fiorì a livello europeo negli anni ’20. Il suo interesse era probabilmente incoraggiato dalle sue esperienze infantili per essere cresciuto in Grecia da genitori italiani. E, mentre viveva a Parigi negli anni ’10, la sua nostalgia del passato potrebbe averlo portato a creare delle immagini misteriose e di ispirazione classica per le quali è diventato famoso. Fu il lavoro con questo stile che lo incoraggiò a formare il movimento di Pittura metafisica insieme al pittore Carlo Carrà. Il suo lavoro attirò notevole attenzione, in particolare in Francia, dove i surrealisti lo hanno sostenuto molto. Ma De Chirico era istintivamente più conservatore delle avanguardie di Parigi e negli anni Venti il ​​suo stile cominciò ad abbracciare la qualità dell’arte rinascimentale e barocca, una mossa che presto attirò le critiche dei suoi vecchi sostenitori. Per molti anni, la disapprovazione dei surrealisti hanno plasmato l’atteggiamento dei critici nei suoi confronti. La reputazione dell’artista non è stata aiutata nemmeno dalle sue ultime abitudini di creare nuove versioni dei suoi dipinti metafisici e di retrodatare il suo lavoro, come se quelle immagini fossero state create negli anni ’10. Negli ultimi anni, tuttavia, il suo lavoro di quel periodo ha attirato più interesse, ed è stato certamente influente su una nuova generazione di pittori italiani negli anni ’80.

De Chirico è famoso per l’atmosfera inquietante e la strana artificialità dei paesaggi urbani che dipinse negli anni ’10. Il loro grande successo sta nel fatto che tratta le scene non come paesaggi urbani convenzionali – come prospettive su luoghi pieni di movimento e avvenimenti quotidiani – ma piuttosto come il tipo di strade che potremmo incontrare nei sogni. Sono sfondi per simboli o anche, a volte, per collezioni di oggetti che ricordano nature morte. L’approccio innovativo di De Chirico a queste immagini – un approccio simile a quello di uno scenografo teatrale – ha incoraggiato i critici a descriverle come “scritture oniriche”. Sono, in altre parole, raccolte disordinate di simboli. E questo fa notare la loro differenza dalle cosiddette “immagini dei sogni” dei successivi surrealisti come Salvador Dalí, che sembrano voler catturare il contenuto di un sogno con una macchina fotografica.

La chiave del lavoro di de Chirico è il suo amore per il passato classico. Egli apprezzava sicuramente il Romanticismo tedesco, ed è stato questo che gli rivelò nuovi modi di guardare i classici, e modi di trattare i temi della tragedia, dell’enigma, e della malinconia. Per De Chirico, i temi e i motivi dei classici greci e romani rimasero validi anche nel mondo moderno. Tuttavia, lo scontro tra antico e moderno ha prodotto effetti strani – suggerendo dolore, disorientamento, nostalgia.

Gran parte dell’impatto delle immagini di De Chirico derivano dalla sobria chiarezza del suo stile. Raggiunse questo obiettivo rifiutando le innovazioni formali di molta arte moderna fin dall’Impressionismo e optando invece per un modo franco e realistico che gli consentisse di rappresentare oggetti con semplicità. Il risultato è stato uno stile che, al pari di René Magritte, è ricco di mistero evocativo nonostante il carattere diretto della rappresentazione.

De Chirico credeva sempre che la sua prima formazione accademica fosse vitale per prepararlo per il suo lavoro successivo, e questo atteggiamento conservatore lo distingueva dagli altri modernisti – in particolare dai surrealisti che fecero così tanto per elevare la sua reputazione. Negli anni ’20 questa prospettiva si trasformò in una rinnovata convinzione nel valore dell’artigianato e nella tradizione degli Antichi Maestri, e indirizzò un cambiamento nel suo stile verso maggiori dettagli, colori più ricchi e una modellazione più convenzionalmente accurata di forme e volumi, oltre a più riferimenti enfatici all’arte rinascimentale e barocca.

 

 

Fondazione Giorgio De Chirico